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Il ministro della Salute, Francesco Storace: «Facciamo ripartire la sperimentazione» - Pronte le schede di verifica che serviranno per il confronto dei dati clinici di oltre 200 pazienti
Si riaccende la speranza sulla "multiterapia Di Bella"

Riparte la sperimentazione della Multiterapia Di Bella (Mdb). E si comincia con un'analisi della sua presunta efficacia sui linfomi. Poi i ricercatori studieranno sarcomi e leucemie. Lo ha rivelato Mario Condorelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, organo consultivo del ministero della Salute guidato da Francesco Storace che ha deciso di vederci chiaro nella sperimentazione già bocciata nel 1998. Il gruppo di esperti era stato nominato dall'ex ministro Sirchia, che aveva annunciato l'apertura di un'istruttoria sulla vecchia sperimentazione. Il gruppo è stato confermato dal ministro Storace, che durante un suo recente intervento a Catania ha osservato come non vi sia nulla di strano nell'aggiungere una sperimentazione alle migliaia che sono attualmente in corso in Italia su questo o quel farmaco. Il gruppo di esperti ha già preparato le schede di verifica sulla base dei principi della Good Medical Practice. Le schede – ha precisato Condorelli durante un convegno dell'associazione ospedaliera Aiop, tenutosi a Ischia, – serviranno per il confronto dei dati clinici di oltre 200 pazienti che secondo il medico Giuseppe Di Bella, figlio del fisiologo modenese ideatore della terapia, sarebbero guariti grazie alla cura del padre. Tuttavia le cartelle cliniche, di cui Giuseppe Di Bella dice da anni di essere in possesso, e che proverebbero secondo lui le guarigioni, non sono state ancora messe a disposizione degli esperti. Il timore è che le cartelle utili per un serio studio comparativo – pur essendo davvero moltissime, stando alle testimonianze dei pazienti, e sparse presso gli studi dei diversi medici seguaci della cura Di Bella – non siano mai state raccolte secondo criteri scientifici anche a causa di una reciproca gelosia esplosa tra i professionisti seguaci del defunto ideatore della terapia anticancro. Peraltro, in Medline, la banca dati medica mondiale, sono reperibili gli studi clinici sulla Mdb condotti da un solo medico dibelliano, Mauro Todisco, che ha così comunicato alla comunità scientifica i risultati ottenuti finora, unica strada per consentire alla terapia di fare un passo avanti. Tornando alla nuova sperimentazione, non è chiaro se saranno applicati i criteri interpretativi dell'efficacia redatti dal National Cancer Institute e già utilizzati nel 1998 dall'Istituto superiore di sanità, quelli cioè basati sulle cosiddette Risposte Obiettive (riduzione drastica e repentina del tumore). Oppure se saranno applicati criteri più coerenti con la filosofia terapeutica innovativa di Di Bella, secondo cui col cancro in molti casi si deve convivere, tesi avanzata solo di recente pure da Umberto Veronesi e altri oncologi. In questo caso la terapia potrebbe essere testata su pazienti non più responsivi alle validate terapie tradizionali per valutare, per ora, l'eventuale più lunga e migliore sopravvivenza dei malati. Intanto si registrano alcune reazioni a Napoli. Sabino De Placido, docente di Oncologia medica alla Federico II, è caustico: «Non è accettabile – tuona – alimentare false speranze per cure prive di scientificità». Un "no alla medicina basata sull'emozione anzichè sull'evidenza" e un "no a una nuova vicenda Di Bella" sono contenuti in una lettera aperta al ministro della Salute Francesco Storace, spedita dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (Cipomo). Gli oncologi manifestano perplessità circa l'ipotesi di intraprendere una nuova sperimentazione. «Anche i malati che non guariranno ricevono cure adeguate, attenzione e rispetto, e questo – dice Guido Tuveri, presidente del Cipomo – è stato sicuramente l'insegnamento che la vicenda Di Bella ha lasciato in eredità, ma è stato l'unico – precisa l'oncologo – perchè l'inutilità di quella terapia è stata dimostrata in modo definitivo dalla sperimentazione, che è stata rigorosa e non ha dato alcun risultato». Di parere opposto l'oncologo Francesco Cremona, ricercatore presso il centro "Pascale" di Napoli, già sede della bocciata sperimentazione: «Una revisione critica dei dati della sperimentazione – annuncia – è secondo me legittima». E riferendosi alla somatostatina, il farmaco più noto della Mdb, che viene contestata per una presunta assenza dei suoi recettori nel corpo umano, assenza che renderebbe inutile la somministrazione del farmaco, Cremona spiega invece che recettori per la somatostatina sono presenti in tutti i tumori. E prese singolarmente, le sostanze della terapia proposta da Di Bella hanno un effetto anticancro.

di Vincenzo Brancatisano

Quotidiano di Sicilia 11/06/2005
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