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Rivista medica francese riscopre il ruolo di una sostanza essenziale nella terapia del prof. Di Bella Ma la sperimentazione in Italia della multiterapia si è fermata
«Melatonina, aiuto contro il cancro»

Mentre si attendono novità sull’annunciata nuova sperimentazione della Multiterapia Di Bella, la melatonina, uno dei farmaci principali della cura contestata, si conferma quale interessante farmaco anticancro. E quanto emerge dall’ennesimo studio clinico, pubblicato sulla rivista «Pathologie Biologie» col titolo «Potenziale terapeutico della melatonina nel trattamento del cancro». Secondo i ricercatori francesi del «Bureau de recherche clinique, Centre Jean-Perrin and Inserm», molti esperimenti hanno permesso di scoprire diverse interazioni fra la melatonina ed il sistema immunitario e in particolare il collegamento fra la melatonina e la lotta contro cancro attraverso il sistema immunitario. Questi esperimenti, si legge nello studio, sono stati condotti sull’uomo nella cosiddetta Fase II, cioè quella diretta a verificare l’attività antitumorale misurabile attraverso le Risposte obiettive (riduzione della massa tumorale). Ebbene, confermano i ricercatori, gli studi di Fase II hanno segnalato una diminuzione della trombocitopenia, un aumento del tasso di alcune citochine e un aumento delle risposte obiettive nei pazienti affetti da cancro. Precisano i ricercatori francesi che i recettori della melatonina sono presenti nel corpo, e questo spiega le relative funzioni multiple come l’induzione di sonno, la vasoregolazione e perfino l’immunomodulazione biologica. Concludono i ricercatori: «Per confermare questi risultati e per condurre ulteriori ricerche, proponiamo di realizzare uno studio di confronto di Fase II randomizzato (con scelta casuale dei gruppi di pazienti, ndr) con melatonina contro placebo nei pazienti con cancro al seno metastatico, che abbiano già fatto due linee del trattamento. Il mondo della ricerca su questo farmaco procede, dunque, mentre in Italia la sostanza, che Di Bella prescriveva dagli anni 60, continua ad essere snobbata, fatte salve rare eccezioni. Quando fu avviata la sperimentazione della Mdb, nel 1998, l’allora ministro della Sanità Rosi Bindi pretese senza successo, e facendo infuriare lideatore della terapia, che la melatonina fosse eliminata dalla Mdb perché considerata non un farmaco ma un alimento. Nel 1995 era stato emesso un decreto legge, ispirato da alcuni famosi farmacologi, con l’obiettivo di rendere illegale la melatonina, sostanza che peraltro viene prodotta dal nostro cervello, ma il decreto, contestato dai pazienti di Di Bella che non riuscivano più a curarsi, fu poi ritirato. Venendo alla nuova sperimentazione della Mdb, annunciata dal ministro della Salute Storace, la procedura sembra essersi arenata. Le oltre 200 cartelle cliniche di pazienti che sarebbero guariti con la discussa terapia e che il dottor Giuseppe Di Bella, figlio dell’ideatore della Mdb, sostiene di possedere, non sarebbero ancora arrivate alla commissione nominata dal Consiglio superiore di sanità, che ha però già messo a punto le schede di studio per verificarne la fondatezza.

Di Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modena 14/06/2005
 
   
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