Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

La Suprema Corte: un diritto sceglierla e ottenere i farmaci dall’Ausl
Cura Di Bella, la Cassazione garantisce

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite Civili rilancia il diritto dei pazienti di curarsi con la Multiterapia Di Bella. Come anticipato ieri, l’importante sentenza, n.13548, definisce positivamente il ricorso di una malata di tumore, affetta da adenocarcinoma con metastasi, che si era rivolta al Tribunale di Melfi, nel 2001, per avere «un ordine giudiziale in via di urgenza» al fine di avere gratis, dalla Asl di Venosa, i farmaci che compongono la Multiterapia anticancro messa a punto dal professor Luigi Di Bella morto proprio il 1 luglio del 2003. La donna chiedeva anche che le fossero rimborsati i soldi spesi per curarsi nel modo prescelto, dato che comportava «una spesa superiore alle sue capacità economichè». Il Tribunale disse sì alle pretese della malata, ma la Asl si oppose costituendosi in giudizio ed eccependo il difetto della giurisdizione ordinaria. Il pm si schierò dalla parte della libertà di cura per la paziente oncologica. E la controversia approdò in Cassazione, che ha il compito di dirimere i conflitti di giurisdizione. La trattazione del caso fu sospesa, da parte della Cassazione in attesa che la Corte Costituzionale si pronunciasse sulla legittimità di alcune norme del decreto legislativo n. 33 del 1998 che affidava alla esclusiva competenza dei Tar le cause dei cittadini in tema di erogazione dei servizi sanitari. La Consulta però nel luglio 2004, dichiarò incostituzionale gli articoli che imponevano di rivolgersi alla lenta giursdizione amministrativa. E proprio in applicazione dell’indirizzo espresso dai giudici costituzionali, la Cassazione indica con questa sentenza, e per la prima volta, una via concreta e vincente a chi si trova nella stessa situazione dell’ostinata paziente meridionale. Con questa pronuncia della Suprema Corte, è stato respinto il punto di vista, diffuso tra le Asl, in base al quale simili domande giudiziali, in tema di libertà di cura, sarebbero di competenza della giustizia amministrativa, che ha tempi molto più lunghi di quella ordinaria. E, soprattutto, ha più a cuore gli interessi della pubblica amministrazione, anche per motivi di bilancio, anzichè i diritti soggettivi dei cittadini. La Corte di Cassazione era più volte intervenuta sul diritto alla salute sentenziando che se un farmaco viene ritenuto indispensabile dai medici, lo stesso deve essere erogato gratuitamente dal Servizio sanitario al paziente che fa ricorso. E’ stato il caso, tra gli altri, di alcuni vaccini antiallergici. Ma non mancano coloro che non approvano questo tipo di orientamento dei giudici. Tra essi, spicca il farmacologo Silvio Garattini, già responsabile della Cuf (Commissione unica del farmaco) che peraltro non ha tanto in simpatia la cura Di Bella. Garattini sostiene che l’orientamento trasgredisce l’ordinamento giuridico poiché la legge, secondo lui, attribuisce a una commissione il potere di stabilire l’elenco dei farmaci che, in base al doppio criterio efficacia/costi, devono essere posti a carico dello Stato. Sostituendosi alla Commissione, i giudici avrebbero sovvertito le regole e spingerebbero i pazienti a pretendere, parole di Garattini, «caviale e champagne» a carico dello Stato. Il diritto farmaceutico italiano è però fondato su due leggi importanti, il D.L. 536 del 1996 e la Legge 537 del 1993, che stabiliscono che ogni volta che un farmaco non gratuito viene ritenuto essenziale (non dai giudici ma dai medici) esso stesso deve essere inserito in un apposito elenco di farmaci gratuiti, aggiornato periodicamente dalla (ex) Commissione Unica del Farmaco. Un’altra (ancora applicata) norma, l’art. 5 della Legge 20 marzo 1865, n. 2248, All. E, impone al giudice ordinario di «disapplicare» il prontuario farmaceutico nella parte in cui non preveda l’inserimento di un farmaco essenziale tra quelli gratuiti. Lungi dall’averla violata, la Cassazione in questi anni si è dunque adeguata alla legge, che impone l’erogazione di cure gratuite agli indigenti.

Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modena 26/06/2005
 
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=704
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.