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«Temevo il tumore crescesse, invece...»

Il medico catanese Michele Giaimo è primario radiologo, con Diploma Europeo in Ecografia Clinica e in Ecografia internistica. Ammette di non avere a disposizione un numero significativo di pazienti sottoposti alla Multiterapia Di Bella, ma confessa: «Ogni volta che rivedo queste persone, nel medico emerge il piacere e una grande soddisfazione nel verificare che la patologia rimane per lo meno intrappolata, ferma, bloccata. Certo, non ho mai visto una guarigione completa ma ho visto un blocco e anche una regressione della malattia. Ripeto, non ho esaminato molti pazienti sottoposti alla cura Di Bella, ma in tanti casi ho verificato che il tumore si è come cristallizzato. La situazione è piu rassicurante rispetto ad altri quadri». Di pazienti malati di cancro Giaimo ne vede tanti e ogni volta c'è la speranza che, passati i giorni e i mesi da un controllo, i malati si ripresentino alla verifica con il tumore fermo anche se «non sempre la mia attesa viene gratificata». E' anche per questo che, aggiunge, pensando ai pazienti beneficati dalla cura Di Bella, «Ogni volta mi complimento perché di fronte a certe forme tumorali il non andare avanti è già un successo. Abituati alla terapia tradizionale siamo un po' perplessi su cosa può essere questo cristallizzarsi del tumore. Le malattie trattate con le terapie tradizionali vanno e tornano ma sappiamo che determinate patologie hanno dei vantaggi con le terapie tradizionali». Quanto alla terapia Di Bella, «Un po' mi incuriosisce, vista la mia formazione, e un po' mi meraviglia e mi aspetto delle risposte: chissà che magari si stiano ottenendo gli stessi risultati che con la terapia tradizionale». Veniamo ai due pazienti del nostro servizio. «Il caso della signora Lacchiana è evidente», spiega Giaimo. «In genere il carcinoma mammario ha delle evoluzioni ben precise anche con tutte le terapie possibili, qui invece i risultati sono evidenti, lei è felice e io pure per lei. Nel suo caso abbiamo affrontato una paziente con un tumore già palpabile destinato a una metastatizzazione. Temevo che al successivo controllo ci potesse essere una progressione ma così non è stato e ciò mi ha lasciato soddisfatto. Io mi aspettavo una ripresa importante della malattia che poteva preludere a una metastatizzazione, ho avuto paura quando mi ha detto che non si voleva operare, poi il quado è scomparso». E l'altro paziente? «Nicotra è un caso limite. L'ho visto che stava molto male con un quadro imponente. Poi l'ho rivisto un'altra volta». E gli esami parlano chiaro. «Ritengo – aggiunge Giaimo – che si tratti di una cura sulla quale ci sarebbe da lavorarci su, non bisogna lasciarla stare come se fossero chiacchiere». La comunità scientifica ci ha messo però una pietra sopra. «Io – precisa – non sono per metterci una pietra sopra. Tranne qualche caso di paziente terminale, ho visto che per lo meno non c'è differenza di vantaggio rispetto alla terapia tradizionale. Con chirurgia, chemio e radioterapia otteniamo dei benefici e anche qui siamo di fronte a qualcosa di importante. In determinate patologie, prese al momento giusto, funziona. Non va etichettata». E a chi dice che la cura Di Bella è acqua fresca? «Dunque, ci troviamo di fronte a delle involuzioni dei tumori. Si può forse trattare di tumori che tornano indietro da soli? Sarebbero delle favole che si raccontano ai bambini».

Vincenzo Brancatisano

Quotidiano di Sicilia 17/01/2006
 
   
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