Rassegna stampa

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«Sono tornata a vivere grazie alla cura Di Bella»

Quel sorriso che aveva perso nel 2004, quando le avevano diagnosticato un tumore maligno alla mammella, ore è di nuovo stampato sul suo volto. La voglia di vivere ha prevalso anche sul male, premiando la sua scelta coraggiosa: lasciare le tradizionali cure oncologiche, fatte di chemio e radioterapia e rivolgersi a Giuseppe Di Bella, il figlio del professore che ha dato il suo nome alla cura contro il cancro. Da allora è tornata a sorridere, a vivere e a lavorare. La storia è quella di Antonella Tedesco, 43 anni, di Biella, chirurgo di medicina generale all'Asl 12 (ora lavora in direzione sanitaria) e volontaria del Fondo Edo Tempia. "Voglio immediatamente premettere una cosa - dice -. Io non sono pro o contro le cure oncologiche o il metodo Di Bella. Dico solo che la gente dovrebbe esser libera di scegliere. Il mio fisico la chemioterapia non la reggeva e la scelta di seguire un'altra terapia, sempre supportata da basi scientifiche, è risultata per me determinante. Mi ha permesso di tornare a vivere. Ho esposto questa idea anche al ministro della salute Storace che ha condiviso. Purtroppo, però, ci sono farmaci come la somatostatina che costano cari e non accessibili a tutti". Antonella Tedesco doveva essere martedì all’Itis a portare la sua testimonianza durante la serata organizzata dall'associazione NuovaMente, con ospite proprio Giuseppe Di Bella, ma non ce l'ha fatta. Ha accettato però di raccontare la sua esperienza attraverso il nostro giornale. "Nel 2004 mi hanno diagnosticato un tumore alla mammella. Mi sono operata ad ottobre al San Raffaele di Milano dove mi è stato asportato, successivamente mi sono rivolta ad un oncologo per le cure: sei cicli di chemio poi la radioterapia. Al secondo ciclo il mio fisico ha iniziato a mostrare tutti gli effetti collaterali possibli. Non mangiavo, non bevevo, non vedevo più. I miei globuli bianchi erano ridotti al minimo e mi era impossibile stare in mezzo alla gente perché anche un semplice raffreddore avrebbe potuto avere conseguenze incredibili. Allora ho maturato una decisione: abbandonare la chemioterapia e provare la cura Di Bella". E qui la sorpresa "E’ risultata positiva. L'ho Iniziata a gennaio del 2005 e dopo un mese cominciavo a sentirmi meglio. A giugno sono tornata al lavoro e ora, ad un anno di distanza, è come se fossi rinata. Mi sottopongo ad esami periodici per controllare il mio stato di salute e devo dire che tutto va bene, a parte una leggerissima anemia". Ma Antonella Tedesco vuole aggiungere ancora una considerazione: "Questa strada l’ho intrapresa anche perché avevo dei risparmi da parte per pagare la somatostatina (che costa 36 euro la confezione che mi dura due giorni). Il farmaco è inserito in fascia A, ossia mutuabile, ma non per i malati di cancro. Quando prima parlavo di libera scelta mi riferivo anche alle questioni economiche. Infine un ultimo appello: “Sano - dice - a disposizione per chiunque abbia bisogno di informazioni. Ogni caso è diverso ma ritengo che tramite l'oncologia o il metodo Di Bella sia importante arrivare ad un unico risultato: tornare a vivere".

Enzo Panelli

Eco di Biella 02/02/2006
 
   
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