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Di Bella, ancora un successo

Un paziente con Linfoma Non Hodgkin ad alto grado, in recidiva dopo un autotrapianto di cellule, ottiene una remissione completa ed è libero da malattia da 2 anni, dopo essersi sottoposto alla Multiterapia Di Bella, mai approvata dalla comunità scientifica, che comunque la tollera. Il paziente è stato curato dal medico marchigiano Mauro Todisco, autore di pubblicazioni su riviste scientifiche. Todisco ha descritto il successo ottenuto sull'ultimo numero della rivista scientifica «American Journal of Therapeutics», pubblicata nella settimana della ricerca italiana contro il cancro. «La prognosi per questi malati dopo il trapianto è molto scadente e con un'alta percentuale di mortalità», spiega Todisco, che ricorda come il paziente, quando si affidò alle sue cure, fosse in condizioni disperate. il medico conobbe il defunto professor Luigi Di Bella nel 1993 e da allora pratica l’omonima terapia con la quale ha ottenuto alcuni importanti risultati che ha poi descritto più volte in varie riviste scientifiche americane. Todisco spiega di avere agito in applicazione del razionale che fu alla base di un’altra sua pubblicazione del 2001 riguardante una ventina di pazienti affetti da LnH a basso grado, di cui otto recidivati dopo chemioterapia singola o di combinazione e che avevano ottenuto buoni risultati con la terapia Di Bella. Precisa Todisco: «Quel risultato e l’elevata tossicità dei regimi chemioterapici cosiddetti di salvataggio mi hanno fatto optare, anche in questo caso, per la Multiterapia Di Bella. La Mdb è costituita soprattUtto da somatostatina, melatonina, retinoidi, e un minidosaggio di chemioterapico. La presenza di quest'ultimo nel metodo Di Bella contro i tumori del sangue (che rispondono spesso bene alla chemio) spinge i suoi detrattori ad attribuire i risultati alla chemio e non all’associazione di farmaci nel loro Insieme». Come sosteneva invece l’anziano fisiologo che sottolineava l’importanza della multifattorialità della propria tetralogia anticancro. Quasi sempre i pazienti che si rivolgono alla cura Di Bella sono stati già di chiarati refrattari alla chemioterapia o non più sottoponibili a ulteriori cicli a causa dei suoi pesanti effetti collaterali. Nella sperimentazione della cura erano emersi interessanti risultati nei linfomi, ritenuti non sufficienti dal ministero della Sanità.

Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modena 28/11/2006
 
   
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