Rassegna stampa

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Di Bella fa 90, al lavoro malgrado un pacemaker

MODENA— Ma sì. Al massimo si concederà un brindisi. Niente di più e, soprattutto, niente di pubblico. «Per carità, evitiamo», sibilerebbe con un filo di voce, ondeggiando leggermente quel capo candido e perennemente reclinato in avanti. La frugalità e il profilo basso fanno parte del Dna di Luigi Di Bella, che non stravolgerà certo il copione della sua giornata sempre uguale nemmeno oggi che compie 90 anni. Casomai, l'anniversario rappresenta un'occasione per riunire attorno alla tavola i due figli e i tre nipoti. Ma niente di più. Prima, per lo studioso ribattezzato da Newsweek Dottor Speranza, vengono i pazienti. I suoi malati, sempre tanti. Oltre diecimila ne ha visitati nel corso della vita dedicata alla ricerca, 'contingentati' ancora oggi a gruppi di quattro ogni mattina. Ed anche quando poco più di un mese fa lo stress gli affaticò il cuore e si rese necessario un ricovero in clinica per l'applicazione di un pacemaker, solo tre giorni più tardi Luigi Di Bella era nuovamente allo studio di via Marianini, a ridosso del centro di Modena, in camice bianco, pronto a spalancare la porta ai suoi pazienti. Poi vengono gli studi, il microscopio a scansione elettronica e quella lotta a tutto campo contro il cancro iniziata ormai tanti anni fa, partendo da una prospettiva molto lontana da quella delle multinazionali del farmaco, sfumata poi, nel corso del tempo, in una lenta, ma progressiva convergenza di vedute sull'importanza di somatostatina, retinoidi e melatonina nella cura di certi tumori. Non ha certo cambiato idea o strada sul contrasto delle neoplasie il canuto professore, ma è la medicina ufficiale che, superata la diffidenza, valuta le ricerche del fisiologo modenese sotto un'altra luce. E non a caso il più bel regalo per i 90 anni gli è arrivato da lontano: l'Fda, l'ente del farmaco degli Stati Uniti, ha recentemente registrato la somatostatina per curare alcuni tipi di tumori endocrini e cromaffini. Dal punto di vista storico, scientifico e legale per Luigi Di Bella è il riconoscimento della progenitura di uno studio che ha più di vent'anni. Erano ancora i tempi in cui combatteva da solo contro il mondo accademico «sostenuto dall'industria». Nel 1981, al II° Congresso mondiale di Atene sulla somatostatina, Di Bella presentò mille casi trattati con l'elemento base della Mdb, la multiterapia che dallo scienziato italiano prende appunto il nome. Lo scorso maggio, poi, l'importanza dei retinoidi non solo come prevenzione, ma anche come terapia, è stato certificato durante i lavori del congresso oncologico mondiale di Orlando, in Florida, mentre in Germania un editore del peso di Springer ha dedicato più di mille pagine, firmate da Christian Bartsch e David Blask, sui principi della melatonina. Infine su MedLine, la più importante banca dati medica e farmacologica, vi sono più di 3mila lavori sulla somatostatina che Giuseppe Di Bella, figlio del professore modenese, presenterà ad ottobre in un sito internet. «Ci sono numerosi studi anche sugli analoghi sintetici della somatostatina, non solo sulla sostanza, sui derivati e sui ricettori cellulari sui quali agiscono appunto i vari tipi di questi elemento. E' la conferma — sottolinea Di Bella jr., medico — del lavoro di mio padre. Un lavoro che senza sosta, anche oggi, continua a sviluppare».

Lorenzo Sani

Il Resto del Carlino 17/07/2002
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